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Chi è e cosa fa un Operatore Olistico

di Rita Zeppa

operatore olistico
La mia crescita personale e il mio desiderio di cambiare in meglio me stessa e la mia vita, mi hanno portata a divenire una Operatrice Olistica che ha favorito il mio personale percorso spirituale per la Maestria del Sè volto al processo di conoscenza di sé a favore di un cambiamento positivo della mia persona e della mia qualità di vita. Proprio per aver accertato ciò su di me, ho deciso di fare mia anche questa figura professionale interdisciplinare, al fine di poter essere di aiuto a coloro i quali si ritrovano ad affrontare nella propria vita delle situazioni problematiche di diversa natura.
 
Vediamo insieme questa figura, in modo che voi possiate comprendere meglio il mio percorso.
L’Operatore Olistico è una figura professionale interdisciplinare di grande importanza, è un “animatore”, un educatore al benessere globale e alla crescita personale, che utilizza informazioni, consigli di vita, etiche e tecniche di ricerca interiore, opera prevalentemente nei Centri Olistici e nelle Associazioni di Promozione Sociale per accrescere la qualità della vita individuale e sociale.
 
Ciò che rende fondamentale la figura dell’Operatore Olistico è la sua consapevolezza della situazione culturale globale e dell’importanza del lavoro sulla coscienza umana per orientare l’attuale stato del pianeta verso una direzione positiva e sostenibile.
L’Operatore Olistico non è un terapeuta, non fa diagnosi e non cura malattie fisiche o psichiche; non prescrive medicine o rimedi, quindi non si pone in conflitto con la medicina ufficiale e con la legge rischiando l’abuso della professione medica; anzi collabora, la sostiene e la integra con le sue competenze olistiche al fine di promuovere il benessere globale delle persona.
 
L’Operatore Olistico è una figura chiave della nostra epoca, è un catalizzatore della trasformazione umana, un facilitatore della consapevolezza globale di sé e del pianeta, egli opera con le persone sane o con la parte sana delle persone “malate”, per ritrovare l’armonia psicofisica attraverso l’uso di tecniche naturali, energetiche, artistiche, culturali e spirituali, stimolando un naturale processo di trasformazione e crescita della consapevolezza di sé.
 
Comprendere cosa si intende per “pensiero olistico” attraverso i termini salute-malattia-guarigione che vedremo negli altri capitoli legati alla Psicosomatica non equivale in nessun modo a credere di avere un’alternativa alla visione sintomatica dualistica, ma bensì ad un insieme di due visioni che possono essere complementari tra di loro pur muovendosi su due principi diversi. Il pensiero olistico è un mezzo per raggiungere un equilibrio dinamico che non percepisce la malattia ne come un insieme di sintomi nemici da sconfiggere, ne placare o addormentare, in quanto se ci si sposta solo nella prospettiva in cui la malattia è il nemico da sconfiggere si avrà inconsapevolmente dato vita ad un atteggiamento vittimistico limitandosi così a catalogarla solo come il prodotto di un agente esterno che mina il nostro stato di salute e il nostro equilibrio psicofisico.
 
 

IL PENSIERO OLISTICO
 
Il pensiero, o la visione olistica e quindi della Psicosomatica tendono invece a vedere la malattia come un blocco dell’energia vitale che dovrebbe invece scorrere in maniera fluida nel nostro organismo che non è considerato solo come l’insieme della somma delle sue parti fisiche. Quando ci si ritrova ad avere un’emergenza in un determinato apparato o organo che in quel momento è più fragile e quindi soggetto a perdere la propria naturale funzione, la visione olistica sa che molta parte di tutta l’energia del nostro corpo viene bloccata o sequestrata proprio in quella sede, e il suo costante accumularsi anche in modo disordinato, crea un impedimento al regolare scorrimento fluidico dell’energia.
 
Il disagio che si vive può essere di natura “terrena”, cioè caratteristico di quell’organismo che sarà pronto a ripetere con sistemicità il disagio, oppure “contingente”, cioè l’espressione di un disagio momentaneo che si manifesta in quel particolare momento. L’energia ha una relazione molto importante con le informazioni che noi cogliamo nel centro della nostra coscienza e che ci pervengono dai vari livelli biochimici, cellulari, emozionali, mentali, empatici, d’autocoscienza ecc, che vanno a formare una sorta di banca dati delle informazioni alle quali noi inconsciamente attingiamo. Quando c’è un disagio, un blocco nel flusso energetico, c’è quindi anche un blocco delle informazioni dentro il nostro organismo e solo se diamo al nostro organismo la giusta informazione, il blocco si scioglierà. La perdita d’unità di informazioni tra le cellule di un organismo vivente, è ciò che da luogo alla “patologia”, quindi la malattia viene a considerarsi anche come patologia della comunicazione, in quanto è ormai accertato da ampi studi che esperimenti in tal senso confermano, che le cellule di uno stesso organismo comunicano tra di loro adeguandosi ciascuna alle esigenze dell’altra.
 
 
Nel caso ad esempio di cellule tumorali, le cellule che hanno ciascuna il loro compito preciso, hanno deviato dal loro sviluppo perdendo il loro originario programma e riuscendo solo a moltiplicarsi e reciclarsi all’infinito. In questo modo rimangono isolate in quanto hanno perso la capacità di trovare nel corpo ammalato le informazioni che potrebbero riportarle al programma iniziale nonostante continuino ad esistere nello stesso ambiente, a rivivere gli stessi stimoli e a rimanere a contatto con le stesse molecole. Per questo comunemente si dice che sono delle “cellule impazzite” che non si trovano più nel loro ambiente fisiologico originario.
 
Vediamo ora cosa si intende per visione olistica partendo proprio dal termine Olismo (dal greco Olos) che significa TUTTO. In questo particolare contesto, un esempio che ci aiuta a comprendere la visione olistica di cui stiamo parlando in relazione alla salute, alla guarigione ed alla malattia è quello dell’ologramma. Se si dirige un fascio laser su un oggetto qualsiasi e poi lo si riflette su una lastra speciale fotografica, si ottengono delle linee di interferenza che se attraversate da un secondo fascio laser danno un’immagine tridimensionale. La fotografia olografica ha in se in ogni suo frammento anche nel più minuscolo, TUTTA l’immagine originaria completa.
 
 Nel caso di una cellula malata o di un organo malato, ogni singola parte è un ologramma del tutto perchè contiene al suo interno la raffigurazione completa dell’insieme da cui nasce, all’interno di una relazione informatica continua, dinamica e coerente tra la parte e la totalità. Per questo c’è uno stretto collegamento tra il sintomo e la modalità di approccio che ciascuno ha alla vita e dal quale non possiamo prescindere. Da questa prospettiva, alcune malattie come ad esempio quelle autoimmuni che sono provocate da una reazione del nostro Sistema Immunitario diretto verso e contro il proprio corpo come il Morbo di Crohn, l’Artrite Reumatoide o la Sclerosi Multipla, dal punto di vista olistico che prende in considerazione molti aspetti del  piano esistenziale, avrà una lettura in cui la malattia ci sta dicendo che probabilmente non sappiamo più chi siamo, che non ci sentiamo dentro il nostro personale progetto di vita fino a spingere il nostro organismo ad autodistruggersi. Una caratteristica fondamentale del sistema immunitario è la capacità di distinguere tra le strutture endogene o esogene che non costituiscono un pericolo e che dunque possono o devono essere preservate (self) e le strutture endogene o esogene che invece si dimostrano nocive per l’organismo e che devono quindi essere eliminate (non-self) che viene ribaltata quando subentra un errato scambio di informazioni nell’organismo. Da questa prospettiva quindi la malattia è solo la punta di un iceberg che ha invece cause ad altri livelli.
 
 
(tratto dal libro “Il Bruco e la Farfalla)

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