New Generation Gold

Istruzioni per il Focusing

di Rita Zeppa.

 

focus

 

1. Creare uno spazio — Fate silenzio, state con voi stessi. Dedicate un minuto al rilassamento.
Concentrandovi, dirigete l’attenzione all’interno, dentro il corpo, in particolare alla zona dell’addome, del
petto e della gola. Adesso cercate di osservare cosa succede lì, quando vi chiedete: “Come sta andando la
mia vita?”. “Cos’è più importante per me in questo momento?”. Ascoltate il corpo. Lasciate che la risposta
provenga lentamente da questa percezione. Qualunque pensiero sopraggiunga, è il benvenuto. Mettetelo
da parte per un momento, accanto a voi. Se avvertirete il sopraggiungere di un disagio, NON LO
ANALIZZATE. Mantenetevi distaccati e dite: “Sì, lì c’è qualcosa”. “Posso sentirlo”. Lasciate un po’ di spazio
tra voi e quella cosa. Poi chiedetevi che cos’altro sentite. Aspettate ancora un po’ e ascoltate. Di solito
vengono fuori parecchie cose. Come vi sentite? Cosa v’impedisce di star bene? Non rispondete; lasciate che
a rispondere sia quello che capita al vostro corpo. Non fate niente. A parte questo, vi sentite bene.

2. Raggiungere la sensazione sentita — Tra tutte le cose che vi arrivano, selezionate un problema
personale sul quale volete fare focusing. Ma NON ANALIZZATELO. Non affrontatelo. Com’è naturale, vi
saranno molti elementi nella cosa cui state pensando: troppi per pensarli ognuno separatamente. Voi siete
in grado di sentire tutte queste cose nella loro globalità. Prestate attenzione al punto esatto in cui avvertite
tutte queste cose e lì avrete la percezione dell’intero problema. Imparate a captare quella sensazione
indefinita di tutto ciò. Non addentratevi nel problema. Che cosa provate a livello corporeo quando
richiamate quel problema nella sua interezza? Percepite con attenzione tutta la sensazione legata alla
questione nel suo complesso, quel disagio oscuro o la vaga sensazione che provoca in voi.

3. Trovare un simbolo — Come si presenta, da un punto di vista qualitativo, questa vaga sensazione sentita
(felt-sense)? In cosa consiste la qualità della sensazione sentita? Quale parola o immagine viene fuori da
questa sensazione sentita? Quale aggettivo le si addice meglio? Fate in modo che dalla stessa sensazione
sentita si generi una parola, una frase o un’immagine. Potrebbe essere un aggettivo, come ‘teso’, ‘seccante’,
‘spaventoso’, `intrigato’, ‘pesante’, ‘nervoso’, oppure una frase o un’immagine. Continuate a percepire la
qualità della sensazione sentita finché non troverete qualcosa che le si addica.

4. Raggiungere la risonanza — Continuate a fare la spola tra la sensazione sentita e la parola (frase o l’immagine) collegata. Verificate la loro reciproca risonanza. Controllate se vi è un piccolo segno
fisico che vi rende palese la loro corrispondenza. Per far ciò dovrete ancora avere a disposizione sia la
sensazione sentita sia il simbolo (parola, frase, immagine, suono) collegato. Fate in modo che la sensazione
sentita, così come il simbolo, sia libera di modificarsi, qualora sia necessario, fino a che non vi sia una
perfetta coincidenza con la qualità stessa della sensazione sentita. Vi sembra corretta? Se parole e
sensazione corrispondono, provate per molte volte questo senso di corrispondenza. Se la sensazione
sentita cambia, seguitela con la vostra attenzione. Quando avrete ottenuto una corrispondenza perfetta, con le parole (o le immagini) che sono proprio quelle giuste per tale sensazione, continuate per un minuto
nell’esperienza di questa sensazione.

5. Porre domande — Adesso chiedetevi: “Che cos’è che qualifica l’intero problema in quel modo (il modo
che avete appena definito o descritto)?”. Domandatevi: “Cosa c’è, in tutto questo problema, che mi fa
essere così?”. Accertatevi che la peculiarità della sensazione sentita sia ancora fresca, vivida (e non
semplicemente un ricordo). Quando l’avrete di nuovo a portata di mano provate a sentirla, a toccarla, a
seguirla domandandovi:. “Perché si presenta in questa maniera?”. Oppure: “Cosa c’è in questa
sensazione?”. Se avrete una risposta immediata senza che si modifichi la sensazione sentita, allora lasciate
andare tale risposta. Riportate l’attenzione al corpo e recuperate la sensazione sentita, interrogandola
ancora una volta. Rimanete accanto alla sensazione sentita fino a che non sopraggiungerà un cambiamento,
un leggero ‘gioco’ o rilassamento. Se vi bloccate, ponetevi le seguenti domande: Qual è il lato peggiore della
situazione? Che cosa ha di veramente brutto? Di cosa c’è bisogno? Che cosa dovrebbe accadere? Come
sarebbe se tutto andasse bene? Non rispondete; attendete che sia la sensazione a smuovervi e a darvi la
risposta. Lasciate rispondere il corpo: Che cosa impedisce che ciò accada?

6. Accogliere le risposte — Accogliete tutto ciò che viene. Accogliete positivamente qualunque cosa
provochi un cambiamento fisico. Accontentatevi che qualcosa abbia parlato. Soffermatevi un attimo, anche
se si tratta soltanto di un leggero sollievo. In ogni caso, questo è solamente il primo cambiamento; ve ne
saranno altri. Avrete tutto il tempo di continuare in seguito, ma per adesso soffermatevi un attimo. È solo il
primo passo nel problema, non l’ultimo. Ora che sapete dov’è, lasciatelo stare e tornateci sopra più tardi.
Proteggetelo dalle vostre critiche interne che possono interrompere.
Il vostro corpo ha bisogno di un’altra seduta di focusing; oppure questo è un buon puntò per fermarsi?
SE DURANTE QUESTE ISTRUZIONI SIETE RIUSCITI, PER QUALCHE ATTIMO, AD AVERE L’IMPRESSIONE DI UNA
CONFUSA SENSAZIONE FISICA GENERALIZZATA, LEGATA AL VOSTRO PROBLEMA, CIO’ SIGNIFICA CHE SIETE
RIUSCITI A FARE ‘FOCUSING’.
Che il cambiamento corporeo ci sia o no, non ha importanza. Verrà da sé. Non siamo noi che possiamo
determinarlo.

 

 

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